Foglia nel vento

By Koralyn | Filed in words | 2 comments

Certi giorni mi sento niente

attraverso la città in movimento

come una foglia portata dal vento

staccata per sempre dall’albero che mi ha dato la vita

non ho una meta né un senso

non sono frutto, non sono fiore non seme

solo foglia nel vento, o solo niente.

Poi tutto passa

i piedi tornano a toccare terra

lo sguardo si posa sulle COSE REALI

ri-torno in me (o quella di prima ero la vera io?)

ho il pieno possesso delle mie facoltà.

Mi do da fare

cerco di provare

a diventare piccolo arbusto

radici

fusto

rami

fronde e foglie

frutti e

semi per dare la vita.

Un po’ d’acqua sì,

lo sguardo caloroso del sole

e posso stare così,

a cercare di crescere, di rinforzarmi

sperando che una nuova folata di vento

incurante delle tenere radici

non mi faccia tornare a sentirmi foglia.

Lady at dusk

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Capelli lunghi

By Koralyn | Filed in words | 4 comments

DAY_2__dark_hair_pale_skin_by_mogimogiSono seduta sulla riva del fiume e lo guardo passare.

Aspetto.

L’acqua scorre velocemente

rinnovandosi continuamente

sembra sempre uguale

ma a ogni istante si rinnova.

Così ogni giorno sembra uguale al precedente,

- lacrime, dolore, solitudine, ricordo, emozione -

mentre piccoli mutamenti si affacciano timidamente

cercando di scuotere il mio torpore.

Sono in stand-bye. Aspetto di riprendere in mano la mia vita

invece di vedermela scorrere davanti.

Alla morte non c’è rimedio,

ma non si può morire per evitare il dolore che ne segue.

Così aspetto, ma solo dentro,

fuori lavoro, costruisco, rido.

E’ un lutto tutto interiore. Fuori

solo capelli lunghi

che continuano a crescere e non riesco più a tagliare.

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Cinema e immaginazione

By Koralyn | Filed in cinema, preview, words | 9 comments

PARNASSUS_Heath_LedgerTante le immagini che si sovrappongono le une sulle altre. Una miriade di immagini, forse troppe. Alcune meravigliose, originali, profonde, fantastiche, altre scontate, già viste, sapute, note.

Ho avuto la possibilità di trovarmi nel caotico calderone cinematografico dell’ultima edizione della Festa del cinema di Roma (sì, per me resta sempre la Festa e non un istituzionale e a-politico festival), e quando vedi una media di 4 film al giorno uno dietro l’altro il modo di rapportarsi alle immagini cambia, diventa più essenziale e immediato e ti permette di distinguere istintivamente cosa è creatività e cosa è maniera, un mero artificio con cui si cerca di nascondere l’assenza di un contenuto da raccontare.

Così rimbalzo da una sala all’altra, le immagini si sovrappongono e io mi annullo in questo mondo di celluloide, cercando, per un po’, di staccarmi dai miei pensieri quotidiani.

Laura Linney_The city of your final destinationMa il cinema non è così lontano dalla realtà, lo schermo è uno specchio che ci restituisce il riflesso della nostra immagine, a volte distorcendola, rendendola irriconoscibile, altre volte falsandola, altre ancora mettendo a fuoco dettagli che avevamo trascurato.  L’idea di perdermi nelle vite di altri molto lontani da me fallisce miseramente, e in ogni storia ritrovo e ri-provo le mie emozioni.

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Inverno

By Koralyn | Filed in words | 6 comments

Presto arriverà l’inverno

e farà buio presto

la sera dopo l’ufficio passerò da voi…

ma il voi è diventato un tu

perché lei non c’è più.

E la sera sarà un po’ più triste

e il buio sarà un po’ più nero

e cercherò nel cielo

un’immagine della memoria

che mi faccia compagnia

e sempre con me

stia.

E allora ecco, puerili parole

per cercare di fissare

permanentemente

un ricordo, un amore, un dolore,

che trapassa l’esistenza

senza darti tregua.

Solo puerili parole

per renderti immortale.

"Aspern"

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Fuoco dentro

By Koralyn | Filed in words | One comment

burqa3Mi sgretolo, mi spezzo

mi lacero mi squarcio.

Sì ancora dai, ancora un po’

posso sopportarne altro di dolore, come no.

Ho le spalle larghe io, sono forte,

incasso e vado avanti,

brucio di rabbia e vado avanti,

guardo una foto attaccata a una lastra di marmo

penso che non è non è non è

brucio, incasso e vado avanti.

E copro tutto il male con un burqa emozionale

che mi rende placida fuori, e calma e serena.

E intanto non so se dentro

l’incendio si sopisce o si alimenta

so solo che è sempre lì in agguato

sotto un sottile strato

di vita normale.

Pronto a farmi urlare.

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Solo fragili

By Koralyn | Filed in words | One comment

Mani di carne macinata

non sanno afferrare la vita che sfugge

ma si sgretolano al primo tocco di verità.

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Creature della notte

By Koralyn | Filed in words | 9 comments

spider.jer.sample1Ombre nella notte

spuntano all’improvviso davanti agli occhi.

Sono le creature degli abissi metropolitani

che sguisciano invisibili su scooter striscianti

nella città buia.

Volti immobili, impassibili

come bambini di porcellana cinese dura e pure fragile,

come lampi corvini che squarciano la nebbia fitta

appaiono e scompaiono

fissano gli occhi negli occhi e in un istante

rubano l’anima con un sussurro

lasciando dietro di sé solo la scia

dell’attimo rubato alla tua vita.

Non si sa come facciano né perché

ma è la loro natura

meglio starne alla larga.

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Esaurimento scorte

By Koralyn | Filed in words | 5 comments

Stesa sul letto in una stanza che racconta la sua vita

lasciatemi piangere fino a non poterne più

Dovrà pur esserci “la fine delle lacrime”

il momento in cui si esauriranno

e finalmente smetterò di lacrimare

per ogni battito di ciglia inaspettato.

Le voglio versare tutte adesso e tutte insieme,

consumare tutte quelle che ho a disposizione

e quando saranno finite

ricominciare a vivere senza questo acuto dolore nelle vene.

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Nelle linee della mano

By Koralyn | Filed in words | 2 comments

hand_lines1

Guardo da sempre le linee della mia mano

le porto con me da una vita.

Dicono che proprio la vita sia lì pre-scritta, in quei solchi di terra rossastra.

Passato, presente, futuro: cose da fattucchiere credulone

cui non ho mai prestato veramente attenzione.

Solo, a volte, il gusto di credere in qualcosa di soprannaturale

per varcare i confini del sentire umano “normale” .

Oppure, in fondo, un gioco.

Lettura poco chiara per me quella della mano

della mia, poi, impossibile.

Quella che è detta “linea della vita”

verso la metà si spezza in due

biforcandosi in due rami, lontani e distinti.

Uno, quello più corto

sembra proseguire il lineare cammino iniziato dal tratto originario;

l’altro, più lungo sì, ma frastagliato, frammentato, incerto,

prosegue da solo per più tempo, verso tutt’altra direzione.

Ora tutt’a un tratto

la lettura mi appare chiara, lampante,

tragicamente banale.

La tua fine era impressa su di me e io non l’ho mai capito.

Ora, vedo, la mia vita divisa in due

ciò che c’è stato finora con te

che, incredibile, davi un senso di normalità al tutto,

e quella che vivrò da qui in poi,

fragile, traballante, ferita. Ma lunga.

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Come la sabbia al vento

By Koralyn | Filed in words | 2 comments

Prima un dolore talmente acuto da pensare di non poter resistere nemmeno un giorno in questo posto in cui tutto parla di te.

Poi, a poco a poco, torna la sicurezza dei gesti quotidiani,

l’assurda idea che continuando ad amare questa casa come la amavi tu

forse un poco ti riportiamo in vita.

Poi, le parole di chi mi vuole bene e capisce il mio dolore,

e mi dice che, col tempo, i ricordi, ora ustionanti come acido corrosivo,

diverranno una ricchezza, una consolazione.

Ora devo ripartire e mi sembra di lasciare qui una parte di te, una parte di cuore.

Non voglio più andare via.

Fuggire via, verso una terra straniera

sperando che l’estraneità del luogo, priva di ricordo cui aggrapparsi,

possa acquietare la burrasca interiore.

Sabbia color sabbia, calda di sole

forma piccole onde inconsapevoli

immobili da lontano, da vicino in costante movimento

granello dopo granello seguono la direzione impartita dal vento

che ha deciso per loro quale meta seguire.

Sabbia. Sabbia tutto intorno,

provo a prenderla con le mani,

ma se stringo i pugni ad afferrarla

scorre via come rivoli di sale tra le dita

e di quell’immenso deserto che mi circonda

non resta più nulla.

Posso solo guardarlo,

toccarlo forse,

ma solo per un attimo.

Così sei tu.

Fuggita al mio abbraccio

hai lasciato le mie mani ad arrancare nello spazio vuoto

cercando di stringere ancora una volta quel corpo che ha dato loro la vita

e che come sabbia al vento non riusciranno ad abbracciare mai più.

Killpecker Dune Field

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