Sto vivendo?

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Ma sto vivendo, io? Sto vivendo?

E’ il pensiero atroce che mi ha svegliato stanotte. E’ la vita quella che sto vivendo?

O sto solo facendo finta…

Una recita per pochi intimi a cui non mi sottraggo per non dare nell’occhio.

Perché, diamine, non puoi mica continuare a crogiolarti nel dolore

per mesi e mesi e mesi?

La gente poi si scoccia, non sa più che dire,

e ti riserva quel silenzioso imbarazzo

peggio di una coltellata in pieno petto.

Ma ce li costringi tu, così, e d’altra parte cosa posson fare?

**

Ogni tanto però mi distraggo

dalla quotidiana pantomima,

involontariamente,

e mi sento come la superficie di un lago

risucchiata giù giù nell’abisso

da un’enorme masso.

Mi ritrovo in un buio pesto

dove fa molto freddo.

Non c’è niente e nessuno intorno a me

niente e nessuno.

Solo buio e freddo e silenzio.

**

E allora urlo disperata nel silenzio

il viso contratto in una smorfia. Immobile. Eterna.

Non sento più niente.

Solo, sul viso,

il contatto con la maglietta di colui che mi consola

zuppa di lacrime.

**

Il dolore non può durare per sempre

ma cinque mesi son troppo pochi per far finta di niente.

MARIA-MADDALENA-BOCKLIN

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Che sogno

By Koralyn | Filed in words | No comments yet.

Picasso, "Les Demoiselles d' Avignon" (1907)

Stanotte, che sogno:

eravamo seduti uno accanto all’altra,

io parlavo, parlavo

intrattenendo persone

lui mi ascoltava, sorrideva

faceva cenni di approvazione.

Che meravigliosa sensazione di realizzazione!

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Identità – prova #1

By Koralyn | Filed in words | 8 comments

Prove tecniche di identità.

Sto cercando di costruire la Grande Muraglia.

In dotazione ho dei mattoncini Lego.

Sarà un lavoro lungo.

Ma almeno ho cominciato.

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ci sono

By Koralyn | Filed in words | 4 comments

SeaCi sono.

Sono dentro i contorni dell’inquadratura

sullo sfondo della foto

una sagoma scura e poco definita, a giudicarla dalla distanza che c’è tra lei e l’obiettivo che scatta la foto.

Però ci sono.

In primo piano persone in movimento

tutte intente

in varie faccende affacendate

lo scatto le immortala in un istante ma è certo che continueranno le loro faccende

tutte intente.

Sul fondo figure secondarie, immobili,

senza volume,

piatte,

come dipinte

non sono coinvolte dagli eventi che accadono in primo piano.

Io sono laggiù in fondo,

mi ci sono andata a mettere da sola

l’ho scelto io

di mia spontanea volontà.

D’altra parte è solo una questione di punti di vista,

tutto dipende dall’inquadratura

basterebbe fotografare la scena da un’altra angolazione ed ecco che potrei casualmente ritrovarmi in primo piano, proprio di fronte all’obiettivo.

Tutto bene, dunque

niente di irreparabile

solo un momentaneo “sfocamento” del senso della vita.

Il problema è che la foto la sto scattando io!

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Music Memories

By Koralyn | Filed in words | 5 comments

Ricordi musicali dei miei 10-12 anni.

The BugglesVideo Killed The Radio Star

Kiss, I was made for Loving You

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La primavera che mi (e)rode

By Koralyn | Filed in words | 7 comments
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Edward Hopper, "Second Story Sunlight"

L’aria di primavera mi erode fino alle fondamenta

facendomi sfaldare come una spiaggia ingurgitata dalle onde della risacca.

Mi sgretolo sabbiosa nelle acque limpide del mare,

il corpo si disintegra in mille brandelli senza forma

e resta solo un povero scheletro da laboratorio a resistere ai duri colpi della stagione.

E’ la primavera! Quel momento magico in cui madre natura fa rinascere fiori, piante, profumi e colori

e il sole comincia a tirar fuori la grinta che gli è propria

e si prepara all’intensa attività estiva

e tutti sono allegri, spensierati,

perché è proprio dell’aria di primavera infondere questo stato d’animo.

A me invece questa stagione m’ammazza,

mi tira giù, mi spezza le ginocchia

mi sento come uno straccio bagnato, pezza usata fino all’impossibile che va solo buttata nel secchio

insomma forze zero, ma tanta voglia di migliorare, eh!

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Edward Hopper, "The Lighthouse at Two Lights"

Domenica sono andata a pranzo al Cul de Sac, e alle pareti erano esposti i quadri di una pittrice di cui non ricordo il nome, che proponeva le repliche di famosi quadri di Edward Hopper.

Ce n’era uno in particolare che mi ha colpito molto, è molto famoso ed è quello che pubblico in apertura di post, mentre questo qui a destra non era in mostra, ma rappresenta bene lo stato d’animo che mi tiene in ostaggio in questo momento.

Da quando li ho visti, non so perché, ho in testa l’immagine di una spiaggia erosa.

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Cuore e Batticuore

By Koralyn | Filed in words | 2 comments

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Ricetta

Prendete un pizzico di Tachicardia
due pizzichi di Bradicardia
ricoprite con una generosa spruzzata di Pressione alta
niente sale (aumenterebbe ancora la pressione, e poi favorisce la ritenzione idrica!)
versate nel mixer e date una bella scekerata
otterrete un morbido e cremoso Cuore e Batticuore
il nuovo cocktail che ho messo a punto per questa stagione fresca
ottimo per accompagnare le giornate piovose, uggiose, malinconiche.

*****

Il fatto è che io lo sento che mi fa male il cuore, e che non si tratta solo di una metafora.
Ora però lo sa anche il dottore
quindi ci sono buone possibilità che prima o poi io guarisca.

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Fiori nuovi

By Koralyn | Filed in words | 6 comments

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Cammino, distratta

occhi a terra testa in aria

profumo dolce e familiare

distoglie lo sguardo dall’asfalto:

guardo in sù, oltre la testa

una parete pastello fiancheggia la strada

profumo inebriante

leggero e frizzante.

Smog e pensieri scomparsi

volati via dentro una nuvola lilla

che mi rapisce come il canto di una ninna nanna

al bambino nella culla.

Ora sono dondolata,

cielo azzurro e fiori lilla,

cielo e fiori

cielo e fiori…

Poi una fitta al cuore:

è il potere misterioso degli odori

che attraverso le narici aprono porte

sui mondi paralleli dei ricordi.

Lei adora il glicine

lei è fuori, è fiori, è ninna nanna.

Il profumo si perde

occhi bassi, testa in aria

sono di nuovo qui

a passeggio per la città.

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Topi nei muri e altre storie per bambini

By Koralyn | Filed in words | 10 comments

black-rat-illustration-thumb6827753Adoro Neil Gaiman, sia quando scrive romanzi per adulti che quando scrive storie per bambini –  che tanto per bambini non sono visto che a me spaventano moltissimo.
Persone con i bottoni al posto degli occhi, lupi nei muri, bambini che vivono tra le tombe di un cimitero: sono i suoi mondi fantastici nei quali mi piace perdermi, quando decido che è meglio stare in un mondo immaginario che nella realtà.

Ma la realtà vince sempre. E così faccio brutti sogni, proprio brutti.
Ci sono topi nei muri, topi che mi mettono l’angoscia.
Entrano ed escono dai buchi nelle pareti
pronti a mordermi i piedi.
Topi veri,
topi stilizzati,
ne vedo la sagoma scura in controluce,
come in un fumetto degli anni ’50
mi guardano da lontano sghignazzando
prima di sferrare l’attacco.
Sono una bambina. Impaurita, smarrita, atterrita.
Mi appiattisco contro il muro cercando di rendermi invisibile, di essere ignorata dalla realtà.
Non voglio crescere, non so come crescere
sono cresciuta e non mi riconosco.
Ho paura del domani
Sottovaluto l’oggi
Così, domani, il passato
sarà ancora più incasinato.
Ma sono solo brutti sogni.
Sono brutti e sono amici
mi comunicano che qualcosa non va
che devo prestare attezione.
Lo farò, lo farò domani.

Adoro Neil Gaiman. I suoi mondi inventati mi coccolano
e anche se mi fanno paura non mi toccano.
Sono fantasia.

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Riunione di famiglia

By Koralyn | Filed in words | 7 comments

mfln375lMi piacciono le riunioni di famiglia. A volte fingo che siano più un dovere che un piacere ma non è così, in realtà mi piacciono davvero. Amo ritrovarci tutti insieme, cugini, zii, nipoti, parenti acquisiti, persone insomma che non vedo molto spesso ma alle quali voglio bene.

Del resto, è la mia famiglia.

Sabato ci siamo riuniti per la presentazione del libro dello zio Prof. che ha scritto un manuale per tentare di far capire l’algebra anche agli studenti zucconi come la maggior parte dei suoi nipoti. E’ stato bello, bello sentire una persona parlare del suo lavoro e trasmettere la passione per quello che fa; di questi tempi sembra una cosa rara (si è parlato addirittura del valore educativo della scuola!!!). Mentre lo zio parlava mi sono ricordata delle molte ripetizioni prese negli anni del liceo e di quell’estate in cui mi rimandarono in fisica (che per una che ha scelto il liceo sicentifico non è il massimo…). Non è che non studiassi, è che la materia risultava piuttosto ostica e quindi non mi applicavo più di tanto. Ma poi mi sono chiesta come mai, in soli 15 giorni, con le spiegazioni di mio zio, avessi capito tutto il programma di un anno con facilità. Forse con il giusto metodo di insegnamento “anche i più zucconi” possono arrivare a imparare?

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