Astor Piazzolla e Jerry Mulligan
Ma sto vivendo, io? Sto vivendo?
E’ il pensiero atroce che mi ha svegliato stanotte. E’ la vita quella che sto vivendo?
O sto solo facendo finta…
Una recita per pochi intimi a cui non mi sottraggo per non dare nell’occhio.
Perché, diamine, non puoi mica continuare a crogiolarti nel dolore
per mesi e mesi e mesi?
La gente poi si scoccia, non sa più che dire,
e ti riserva quel silenzioso imbarazzo
peggio di una coltellata in pieno petto.
Ma ce li costringi tu, così, e d’altra parte cosa posson fare?
**
Ogni tanto però mi distraggo
dalla quotidiana pantomima,
involontariamente,
e mi sento come la superficie di un lago
risucchiata giù giù nell’abisso
da un’enorme masso.
Mi ritrovo in un buio pesto
dove fa molto freddo.
Non c’è niente e nessuno intorno a me
niente e nessuno.
Solo buio e freddo e silenzio.
**
E allora urlo disperata nel silenzio
il viso contratto in una smorfia. Immobile. Eterna.
Non sento più niente.
Solo, sul viso,
il contatto con la maglietta di colui che mi consola
zuppa di lacrime.
**
Il dolore non può durare per sempre
ma cinque mesi son troppo pochi per far finta di niente.
Stanotte, che sogno:
eravamo seduti uno accanto all’altra,
io parlavo, parlavo
intrattenendo persone
lui mi ascoltava, sorrideva
faceva cenni di approvazione.
Che meravigliosa sensazione di realizzazione!
Prove tecniche di identità.
Sto cercando di costruire la Grande Muraglia.
In dotazione ho dei mattoncini Lego.
Sarà un lavoro lungo.
Ma almeno ho cominciato.
Sono dentro i contorni dell’inquadratura
sullo sfondo della foto
una sagoma scura e poco definita, a giudicarla dalla distanza che c’è tra lei e l’obiettivo che scatta la foto.
Però ci sono.
In primo piano persone in movimento
tutte intente
in varie faccende affacendate
lo scatto le immortala in un istante ma è certo che continueranno le loro faccende
tutte intente.
Sul fondo figure secondarie, immobili,
senza volume,
piatte,
come dipinte
non sono coinvolte dagli eventi che accadono in primo piano.
Io sono laggiù in fondo,
mi ci sono andata a mettere da sola
l’ho scelto io
di mia spontanea volontà.
D’altra parte è solo una questione di punti di vista,
tutto dipende dall’inquadratura
basterebbe fotografare la scena da un’altra angolazione ed ecco che potrei casualmente ritrovarmi in primo piano, proprio di fronte all’obiettivo.
Tutto bene, dunque
niente di irreparabile
solo un momentaneo “sfocamento” del senso della vita.
Il problema è che la foto la sto scattando io!
Ricordi musicali dei miei 10-12 anni.
The Buggles, Video Killed The Radio Star
Kiss, I was made for Loving You
L’aria di primavera mi erode fino alle fondamenta
facendomi sfaldare come una spiaggia ingurgitata dalle onde della risacca.
Mi sgretolo sabbiosa nelle acque limpide del mare,
il corpo si disintegra in mille brandelli senza forma
e resta solo un povero scheletro da laboratorio a resistere ai duri colpi della stagione.
E’ la primavera! Quel momento magico in cui madre natura fa rinascere fiori, piante, profumi e colori
e il sole comincia a tirar fuori la grinta che gli è propria
e si prepara all’intensa attività estiva
e tutti sono allegri, spensierati,
perché è proprio dell’aria di primavera infondere questo stato d’animo.
A me invece questa stagione m’ammazza,
mi tira giù, mi spezza le ginocchia
mi sento come uno straccio bagnato, pezza usata fino all’impossibile che va solo buttata nel secchio
insomma forze zero, ma tanta voglia di migliorare, eh!
Domenica sono andata a pranzo al Cul de Sac, e alle pareti erano esposti i quadri di una pittrice di cui non ricordo il nome, che proponeva le repliche di famosi quadri di Edward Hopper.
Ce n’era uno in particolare che mi ha colpito molto, è molto famoso ed è quello che pubblico in apertura di post, mentre questo qui a destra non era in mostra, ma rappresenta bene lo stato d’animo che mi tiene in ostaggio in questo momento.
Da quando li ho visti, non so perché, ho in testa l’immagine di una spiaggia erosa.

Ricetta
Prendete un pizzico di Tachicardia
due pizzichi di Bradicardia
ricoprite con una generosa spruzzata di Pressione alta
niente sale (aumenterebbe ancora la pressione, e poi favorisce la ritenzione idrica!)
versate nel mixer e date una bella scekerata
otterrete un morbido e cremoso Cuore e Batticuore
il nuovo cocktail che ho messo a punto per questa stagione fresca
ottimo per accompagnare le giornate piovose, uggiose, malinconiche.
*****
Il fatto è che io lo sento che mi fa male il cuore, e che non si tratta solo di una metafora.
Ora però lo sa anche il dottore
quindi ci sono buone possibilità che prima o poi io guarisca.











0