Music Memories
lunedì, luglio 12th, 2010Ricordi musicali dei miei 10-12 anni.
The Buggles, Video Killed The Radio Star
Kiss, I was made for Loving You
Tag:musica, ricordi, the buggles, video killed the radio star
Ricordi musicali dei miei 10-12 anni.
The Buggles, Video Killed The Radio Star
Kiss, I was made for Loving You
Tag:musica, ricordi, the buggles, video killed the radio star
L’aria di primavera mi erode fino alle fondamenta
facendomi sfaldare come una spiaggia ingurgitata dalle onde della risacca.
Mi sgretolo sabbiosa nelle acque limpide del mare,
il corpo si disintegra in mille brandelli senza forma
e resta solo un povero scheletro da laboratorio a resistere ai duri colpi della stagione.
E’ la primavera! Quel momento magico in cui madre natura fa rinascere fiori, piante, profumi e colori
e il sole comincia a tirar fuori la grinta che gli è propria
e si prepara all’intensa attività estiva
e tutti sono allegri, spensierati,
perché è proprio dell’aria di primavera infondere questo stato d’animo.
A me invece questa stagione m’ammazza,
mi tira giù, mi spezza le ginocchia
mi sento come uno straccio bagnato, pezza usata fino all’impossibile che va solo buttata nel secchio
insomma forze zero, ma tanta voglia di migliorare, eh!
Domenica sono andata a pranzo al Cul de Sac, e alle pareti erano esposti i quadri di una pittrice di cui non ricordo il nome, che proponeva le repliche di famosi quadri di Edward Hopper.
Ce n’era uno in particolare che mi ha colpito molto, è molto famoso ed è quello che pubblico in apertura di post, mentre questo qui a destra non era in mostra, ma rappresenta bene lo stato d’animo che mi tiene in ostaggio in questo momento.
Da quando li ho visti, non so perché, ho in testa l’immagine di una spiaggia erosa.
Tag:colori, dipinto, edward hopper, faro, pittura, primavera, profui, sole, spiaggia

Ricetta
Prendete un pizzico di Tachicardia
due pizzichi di Bradicardia
ricoprite con una generosa spruzzata di Pressione alta
niente sale (aumenterebbe ancora la pressione, e poi favorisce la ritenzione idrica!)
versate nel mixer e date una bella scekerata
otterrete un morbido e cremoso Cuore e Batticuore
il nuovo cocktail che ho messo a punto per questa stagione fresca
ottimo per accompagnare le giornate piovose, uggiose, malinconiche.
*****
Il fatto è che io lo sento che mi fa male il cuore, e che non si tratta solo di una metafora.
Ora però lo sa anche il dottore
quindi ci sono buone possibilità che prima o poi io guarisca.
Tag:batticuore, cocktail, cuore, drink, pressione, ricetta, stagione
occhi a terra testa in aria
profumo dolce e familiare
distoglie lo sguardo dall’asfalto:
guardo in sù, oltre la testa
una parete pastello fiancheggia la strada
profumo inebriante
leggero e frizzante.
Smog e pensieri scomparsi
volati via dentro una nuvola lilla
che mi rapisce come il canto di una ninna nanna
al bambino nella culla.
Ora sono dondolata,
cielo azzurro e fiori lilla,
cielo e fiori
cielo e fiori…
Poi una fitta al cuore:
è il potere misterioso degli odori
che attraverso le narici aprono porte
sui mondi paralleli dei ricordi.
Lei adora il glicine
lei è fuori, è fiori, è ninna nanna.
Il profumo si perde
occhi bassi, testa in aria
sono di nuovo qui
a passeggio per la città.
Adoro Neil Gaiman, sia quando scrive romanzi per adulti che quando scrive storie per bambini - che tanto per bambini non sono visto che a me spaventano moltissimo.
Persone con i bottoni al posto degli occhi, lupi nei muri, bambini che vivono tra le tombe di un cimitero: sono i suoi mondi fantastici nei quali mi piace perdermi, quando decido che è meglio stare in un mondo immaginario che nella realtà.
Ma la realtà vince sempre. E così faccio brutti sogni, proprio brutti.
Ci sono topi nei muri, topi che mi mettono l’angoscia.
Entrano ed escono dai buchi nelle pareti
pronti a mordermi i piedi.
Topi veri,
topi stilizzati,
ne vedo la sagoma scura in controluce,
come in un fumetto degli anni ‘50
mi guardano da lontano sghignazzando
prima di sferrare l’attacco.
Sono una bambina. Impaurita, smarrita, atterrita.
Mi appiattisco contro il muro cercando di rendermi invisibile, di essere ignorata dalla realtà.
Non voglio crescere, non so come crescere
sono cresciuta e non mi riconosco.
Ho paura del domani
Sottovaluto l’oggi
Così, domani, il passato
sarà ancora più incasinato.
Ma sono solo brutti sogni.
Sono brutti e sono amici
mi comunicano che qualcosa non va
che devo prestare attezione.
Lo farò, lo farò domani.
Adoro Neil Gaiman. I suoi mondi inventati mi coccolano
e anche se mi fanno paura non mi toccano.
Sono fantasia.
Tag:bambini, bottoni, incubi, lupi, Neil Gaiman, occhi, racconti, sogni, topi
Mi piacciono le riunioni di famiglia. A volte fingo che siano più un dovere che un piacere ma non è così, in realtà mi piacciono davvero. Amo ritrovarci tutti insieme, cugini, zii, nipoti, parenti acquisiti, persone insomma che non vedo molto spesso ma alle quali voglio bene.
Del resto, è la mia famiglia.
Sabato ci siamo riuniti per la presentazione del libro dello zio Prof. che ha scritto un manuale per tentare di far capire l’algebra anche agli studenti zucconi come la maggior parte dei suoi nipoti. E’ stato bello, bello sentire una persona parlare del suo lavoro e trasmettere la passione per quello che fa; di questi tempi sembra una cosa rara (si è parlato addirittura del valore educativo della scuola!!!). Mentre lo zio parlava mi sono ricordata delle molte ripetizioni prese negli anni del liceo e di quell’estate in cui mi rimandarono in fisica (che per una che ha scelto il liceo sicentifico non è il massimo…). Non è che non studiassi, è che la materia risultava piuttosto ostica e quindi non mi applicavo più di tanto. Ma poi mi sono chiesta come mai, in soli 15 giorni, con le spiegazioni di mio zio, avessi capito tutto il programma di un anno con facilità. Forse con il giusto metodo di insegnamento “anche i più zucconi” possono arrivare a imparare?
Tag:algebra, alunni, famiglia, istruzione, mamma, manuali, matematica, ricordi, scuola, studenti, studio
Che fai, scrivi poesie?
Chi? Io?
No, no, non mi permetterei mai,
non sono in grado, non è cosa mia
e poi, confesso, la poesia
io non l’ho mai capita.
Eppure mi sembrava, a volte una rima, un verso, un a capo…
Ma no, ma no
la poesia è dei Poeti
non delle persone normali.
Per esser poeta
devi saper usare la parola concreta
per farne un senso astratto
ma dal valore universale.
No, no, io non sono in grado.
Racconto solo ciò che sento
in quei rari momenti
in cui riesco ad ascoltarmi dentro.
Tag:Erato, john poynter, musa, poesia
La ragazza bionda dai capelli ricci
è seduta in prima fila
ad affrontare i suoi demoni interiori.
La ragazza parla, racconta, argomenta,
arrogantemente ribatte e si ribella,
mentre il suo viso pian piano si trasforma,
sempre più aspramente,
sotto i segni del dolore.
La voce si rompe – tremula
il tono si abbassa
la fiamma che la ustiona da dentro si spegne
e la sua immagine falsa si spezza sotto i colpi dell’uomo
che le interpreta i sogni e che le offre la cura.
Il dolore della ragazza è dentro, nascosto in fondo in fondo,
fa molto male portarlo in superficie
affrontarlo a viso scoperto e condividerlo con gli altri,
ma lei ci prova, continua, insiste, spinta solo dalla volontà di guarire.
La cura è lì, in quel preciso momento, non si deve cercarla altrove.
E’ “solo” in quel rapporto sano
offerto con affettività da un dottore esperto
capace di mostrarti che certi segni di ferite
che hai sempre, sempre, creduto indelebili,
si possono cancellare
perché una trasformazione è possibile.
Perché si nasce sani.
Ci si ammala col tempo.
Con altro tempo si può guarire.
Volti, sempre più numerosi, si trasfigurano
sotto i colpi della sana consapevolezza e di un sentire interiore ritrovato
che si libera finalmente dalla pesante cappa della malattia.
La cura è lì, in quel momento di verità, se la vogliamo cogliere.
Tag:cura, malattia, sogni, trasformazione
E sogno di essere vera
pelle, carne e sangue
che vibrano al contatto con l’aria, la luce, la pioggia, il sole
la mano di un uomo che fa esplodere di vita
ogni più piccola e remota molecola di me.
Il cuore sussulta,
il battito impazza
l’onda di emozione rimbalza sulle pareti della stanza
che di colpo prende vita e comincia a respirare insieme a me.
E’ un battito d’ali
un soffio di vento
un cinguettio lontano
natura si confonde col ritmo del mio cuore
e finalmente torna la pace profonda.